Flussi informativi sanitari: risparmiare con l’open source
21-07-2012
In un momento così difficile per l’economia italiana si richiedono sacrifici da tutte le parti. Attraverso la nota “spending review” così tanto osannata da Monti e i suoi ministri si cerca di scovare tutti gli sprechi e le spese dove si può tagliare e risparmiare per i conti pubblici e per ripianare il debito italiano. E mentre tutti continuano a puntare l’attenzione su auto blu e rimborsi elettorali ai partiti in pochi sanno che ci sono settori nei quali si può risparmiare e contenere la spesa pubblica, come la sanità. Nonostante di primo acchitto possa essere condivisibile l’ idea che la spesa sanitaria sia una delle ultime a dover essere toccata, per l’ importanza che riveste per la popolazione, non va dimenticato che anche il Ministero della Salute non è esente da sprechi e spese evitabili.
Per far funzionare al meglio l’ intero Sistema Sanitario Nazionale il Ministero della Salute ogni anno si trova a dover fare i conti con la spedizione dei flussi informativi che riguardano farmaci, prescrizioni mediche e tutte le operazioni e le prestazioni effettuate dalle Aziende sanitarie locali dislocate sul territorio italiano. Riuscire a tener sotto controllo le spese dell’ intero Sistema Sanitario Nazionale implica che il Ministero sia in grado di gestire al meglio i flussi informativi che caratterizzano ogni singola operazione sanitaria. Per farlo deve affidarsi a soluzioni software che siano in grado di garantire la massima efficienza. La prassi vuole che la Pubblica Amministrazione si affidi ad aziende tecniche specializzate per far fronte al corretto funzionamento del “circuito” dei flussi informativi sanitari. Quello che però spesso sfugge di mano al committente, soprattutto quando è un soggetto pubblico, è la spesa crescente e spropositata che si configura quando oltre ai costi d’affidamento del servizio si aggiungono quelli per l’ aggiornamento e la manutenzione del software.
Alle decine di milioni di euro che la Pubblica Amministrazione ha già speso per l’implementazione di questi software se ne aggiungono altre centinaia di migliaia che ogni anno escono dalle casse dello Stato per far fronte agli aggiornamenti e alle modifiche necessarie. Quest’ultime spesso derivano da nuove leggi e da nuove misure normative, che per forza di cose soffrono di un certa instabilità a medio/lungo termine, risentendo del naturale ricambio della classe politica. Non basta mettere in piedi l’ infrastruttura software che gestisce i flussi informativi del sistema sanitario e poi “schiacciare il bottone”, su questi va infatti svolta la manutenzione e l’evoluzione/sviluppo a seconda dei casi. Operazioni che si traducono immediatamente in altre spese per il Ministero della Salute.
A ciò vanno aggiunti un paio di aspetti socio-demografici da tenere in considerazione che caratterizzeranno i prossimi decenni: l’aumento della prospettiva di vita e l’aumento delle popolazione degli over 65. Motivo per il quale è logico prevedere che il flusso informativo relativo ai servizi sanitari sarà ancora più carico e dunque con tutta probabilità rischierà di assorbire sempre maggiori risorse.
Appurato che le spese della Pubblica Amministrazione per la gestione dei flussi informativi sanitari sono elevate, esistono delle alternative in grado di ridurre l’impiego di risorse economiche? Ovviamente si. Una delle più praticabili e convenienti è l’ affidamento al nostro software open source. Un software che offre la possibilità di gestire al meglio tutti i singoli aspetti legati alla problematica dei flussi informativi, dalle evoluzioni agli avvisi, dal mantenimento al monitoraggio, facendo risparmiare consistenti somme di denaro. Tutto questo grazie ad un’egregia versatilità e completezza del software che rendono ancora più evidente la convenienza del cliente nel preferire la soluzione open source.



